GENOVA, SABATO 28 GENNAIO: ASSEMBLEA DI PREPARAZIONE DELLA GIORNATA DI LOTTA DEL PROSSIMO 25 FEBBRAIO
La saletta al primo piano del Circolo dell’Autorità Portuale genovese è il teatro dove si svolge, a partire dalle ore 19:00, un’assemblea convocata dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova: intento odierno è quello di preparare la giornata di lotta – la quinta di questo tipo, a partire dal 2019 – che si terrà il prossimo venticinque febbraio e sarà di respiro nazionale.

La contemporaneità con un evento culturale che si svolge al piano inferiore nella grande sala Enzo Montecucco, e che evidentemente è stato organizzato da tempo, impedisce alla manifestazione di avere un ambiente degno di ospitarla: la “aula didattica”, infatti, è di ridotte dimensioni, al punto che il centinaio di presenti è accalcato, e qualcuno è costretto a restare fuori.
Giungendo in loco si nota che sarà un’iniziativa di non poco conto; guardandosi attorno, si scorgono diversi drappi appartenenti agli organizzatori ed al sindacato a cui fanno riferimento, la Unione Sindacale di Base, ma non ne mancano alcuni degli ospiti: dai No Tav della val di Susa ai militanti dell’organizzazione Industrial Workers of the World.
Chi si incarica di aprire i lavori ricorda le motivazioni dell’assemblea, che si possono riassumere nella costruzione di una giornata nazionale di lotta dei lavoratori portuali contro la guerra, il transito di armi nei porti, e contro la repressione di quei lavoratori che cercano di alzare la testa: va ricordato che, proprio il venticinque febbraio, cade il secondo anniversario dell’operazione dello Stato borghese contro cinque – successivamente diverranno sei – portuali colpiti per aver organizzato, nel 2019, un’iniziativa di lotta contro il transito delle armi nel porto di Genova.
A seguire tutte le realtà presenti – oltre a dare la propria adesione all’iniziativa di cui si discute – portano il proprio contributo alla discussione, arricchendola anche attraverso l’annuncio di altre giornate di lotta, su temi a loro più vicini, alle quali chiamano le altre organizzazioni ad essere presenti per fare massa critica e rispondere adeguatamente all’innalzamento del livello di repressione dello Stato borghese.
Tra gli altri interventi, escludendo quelli delle realtà locali, citiamo: il centro sociale Askatasuna di Torino, gli studenti dell’Opposizione Studentesca d’Alternativa, i giovani di Cambiare Rotta, il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, il coordinamento provinciale “Prepariamo la Pace” di Cagliari, che interviene in collegamento video così come i padovani di Antitesi.
Non mancano, infine, i discorsi dei gruppi politici e sindacali più strutturati: da Potere al Popolo – è presente anche l’ex portavoce nazionale Giorgio Cremaschi – a Rifondazione, per cui parlerà il responsabile nazionale del settore Pace, passando per l’Unione Popolare, il Partito dei Carc, il Si Cobas, lo Slai cobas per il sindacato di classe e Proletari Comunisti.
Per concludere si conviene che si cercherà di far passare il corteo – che seguirà il blocco di Ponte Etiopia a partire dalle prime ore del mattino – all’interno delle aree portuali, in modo da sensibilizzare anche chi si trova in quel momento a lavorare sulle banchine, per poi concludere degnamente, in questo stesso posto, quella che si auspica essere una grande giornata di lotta.
Bosio (Al), 29 gennaio 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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